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 | | 15/01/2007 12.09 |
Avviso | Nella puntata trasmessa domenica ("Il mostro"), è stato riproposto l'annoso probelma della differenza tra verità processuale e verità storica, condita con la fredda denuncia sui limiti di ricerca della prova...la chiosa sul procedimento disciplinare a McCoy è altrettanto emblematica! | | | |
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 | | 21/01/2007 13.54 |
Avviso | LO NEWS :: Law & Order 7 giorni su 7! (18.1.2006)
Buone notizie per i fans di Law & Order per quanto riguarda la trasmissione degli episodi. Come già riferito, infatti, LO va in onda dal LUNEDI' al VENERDI' alle ore 19.10 su RAIDUE. In particolare, le puntate in onda dalla prossima settimana sono finalmente inedite! Si tratta degli ultimi episodi della stagione 12 cui seguiranno quelli della stagione 13.
Inoltre, LO va in onda con le repliche della stagione 9 SABATO e DOMENICA su La7 dalle 8.30 alle 9.30.
(fonte: http://xoomer.alice.it/laworder/index.html) | | | |
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 | | 02/02/2007 11.27 |
Avviso | Il Procutarore Capo Arthur Branch (Fred Dalton Thompson), in special modo nel caso di ieri sulla triplice richiesta di pena di morte, ha messo in luce un personaggio che mi ha fatto rimpiangere (eufemismo) il grandissimo ADAM SCHIFF...una leggenda cui bastava una battuta per centrare o chiudere una questione!Insomma era politico e magistrato...quest'ultimo mi sembra solo una politico, cinico e completamente indifferente alle istanze dei suoi dipendenti! | | | |
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 | | 05/02/2007 11.01 |
Avviso | Nessuno ieri sera, su La7, la puntata di Law&Order sul "furto-danneggiamento" di embrioni?
Inquietante come anche questi diventino oggetto di...un lascito ereditario!
Inquietanti gli interrogativi che ne escono:la discussione tra Rey Curtis e Lenny Briscoe...ma non vorresti salvare tua moglie?E a te non piacerebbe avere un nipotino da tua figlia che è morta? | | | |
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 | | 06/02/2007 08.23 |
Avviso | Incredibile...suicidio "assistito": farsi uccidere per incastrare moglie e amante!
Mi ha sconvolto la frase che il "suicidato" ha detto nel video: in fondo, l'idea di morire non è così amara..anzi ha quasi un sapore dolce! | | | |
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 | | 14/02/2007 13.03 |
Avviso | Nella puntata di ieri sera, nella parte di un serial killer è apparso Mandy Patinkin (Agente Speciale Jason Gideon di Criminal Minds).... | | | |
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 | | 15/02/2007 12.42 |
Avviso | Per gli amanti dei gossip telefilmici...Love & Order: Jack, Claire e la relazione nascosta
La serie Law & Order è sempre stata famosa per la scarsissima attenzione dedicata alle vite private dei personaggi protagonisti: a esse si fa qualche accenno (alcuni esempi: le ironie di Lennie sulle sue due ex mogli, le difficoltà matrimoniali di Rey Curtis, la morte della figlia di Briscoe), ma senza lasciare che prendano il sopravvento sul plot poliziesco-giudiziario.
Clamorosa in questo senso è la gestione della relazione sentimentale tra il procuratore Jack McCoy e la sua assistente Claire Kincaid, che viene tenuta letteralmente nascosta durante tutta la sua durata, con l'eccezione di alcuni insignificanti accenni destinati agli spettatori più accorti, e che viene invece confermata quando ormai è finita da tempo.
Ma andiamo con ordine.
Primo episodio della quinta serie di Law & Order. Ben Stone si è dimesso dall'incarico di vice procuratore distrettuale, e il suo posto viene assegnato a Jack McCoy. Jack chiede espressamente che Claire gli venga assegnata come assistente, ma lei non ne è propriamente entusiasta. McCoy infatti è noto tra i colleghi per avere avuto diverse relazioni con le sue assistenti: Claire quindi mette subito in chiaro di non essere interessata. Peraltro, il prosieguo dell'episodio, con Kincaid e McCoy che prima battibeccano, poi si accordano, e quindi finiscono per bersi un drink a caso concluso, mostra un'ottima intesa, che continua anche negli episodi successivi, soprattutto in quelli della sesta stagione.
La particolare sintonia tra i due procuratori fa ipotizzare ai fan della serie che Jack e Claire non siano solo colleghi e buoni amici, ma che abbiano una relazione intima. E d'altra parte, la cosa non è poi così impensabile: se infatti Jack ha un debole per le sue giovani collaboratrici, sappiamo che Claire ha avuto in passato una storia con un maturo giudice per cui lavorava. Negli episodi delle stagioni 5 e 6, però, nonostante alcune scene possano insospettire, dell'ipotetica relazione non viene mai data alcuna conferma, finchè la cosa si conclude nel modo più tragico: il personaggio di Claire muore in un incidente d'auto nell'episodio Afterschok, il finale della stagione 6.
Ma da cosa si può dedurre che Jack e Claire avevano una storia? Beh, in realtà gli indizi sono numerosi, specialmente nella sesta stagione. Vediamo i principali:
- stagione 6, episodio Ribelli: investigando, Claire si reca in un negozio di articoli per motociclisti, e parlando con il proprietario dice: "Esco con un amico che ha una Yamaha". E' noto che Jack McCoy va e viene dal lavoro in moto, e la cosa ci viene ricordata alla fine dell'episodio, quando viene inquadrato con il casco in mano mentre si appresta a uscire dal suo ufficio.
- stagione 6, episodio Paranoia: incontriamo una vecchia amica (solo amica?) di Jack, Shelley Kates. Facendo la conoscenza di Claire, e sapendo che lei è la nuova assistente di McCoy, le chiede se Jack esce ancora con "quella ragazza dai capelli rossi". Claire rimane perplessa e risponde qualcosa come "Non direi". Shelley pensa che Claire sia scandalizzata dalla domanda, ma la sua espressione in realtà è lievemente irritata.
Alla fine dell'episodio, Adam, riferendosi al caso, dice: "non sapremmo mai abbastanza della persona con cui dividiamo il letto". E Jack lancia uno sguardo alla sua assistente.
- stagione 6, episodio Trofeo: forse il più significativo: vedendolo, chiunque viene sfiorato dal sospetto. Jack si trova al centro di un intreccio che lo riguarda e minaccia di compromettere la sua reputazione professionale, perchè una sua ex assistente e amante, Dianne Hawthorne, lo accusa di averle implicitamente suggerito di ignorare una prova a discarico dell'imputato. Incontrando Claire per la prima volta, Dianne le chiede esplicitamente se Jack ha una relazione con lei. E Claire non risponde.
- stagione 6, episodio Giustizia è fatta (Aftershock): anche questo episodio, che si conclude con la morte di Claire, è rivelatore. Jack è in un bar, dove aspetta una ragazza a cui ha appena telefonato. Anche Briscoe si trova nello stesso bar, e gli chiede se sta aspettando un'irlandese con cui evidentemente usciva (e che deve essere la "ragazza con i capelli rossi" cui fa riferimento Shelley Kates in Paranoia - nota: ma com'è che gli affari privati di McCoy sono così di dominio pubblico!?!). McCoy nega, ma dopo un po' si stanca di aspettare inutilmente e se ne va. In seguito nello stesso bar entra Claire: naturalmente era lei la ragazza che Jack aspettava.
La morte di Claire non chiude la questione; al contrario, proprio negli episodi successivi ad Aftershock vi sono delle conferme indirette della relazione tra McCoy e Kincaid:
- stagione 8, episodio Il colore dell'odio: un primo accenno si ha quando la nuova assistente di Jack, Jamie Ross, gli dà il numero della sua amica Madeline perchè i due escano insieme. Il giorno dopo l'appuntamento, gli chiede se ha parlato a Madeline di Claire. "E' solo perchè anche suo fratello ha avuto un incidente stradale", replica lui. "Non l'ho ossessionata". Appare abbastanza chiaro, nonostante la scena sia brevissima, che Jack abbia ancora problemi a superare la morte della sua ex assistente, e questo difficilmente può spiegarsi se non ammettendo che lei fosse qualcosa di più di un'amica.
- stagione 8, episodio Guida in stato di ebbrezza: in questo episodio, uno dei più noti della serie, Jack tenta con ogni mezzo di far condannare per omicidio volontario un uomo che ha ucciso tre persone guidando in stato di ebbrezza. Jamie Ross, intuendo che nel suo comportamente c'è qualcosa di diverso dal semplice zelo professionale, chiede lumi a Lennie: viene a sapere che anche Claire è morta in un incidente causato da un ubriaco, e che il guidatore è stato condannato a una pena irrisoria. McCoy non vuole che ciò si ripeta: ma il suo coinvolgimento personale nella vicenda gli fa perdere obiettività e oltrepassare i limiti della correttezza professionale.
- stagione 9, episodio Il caso McBride: qui, un giudice mette in discussione la professionalità di Jack, facendo riferimento a Dianne Hawthorne e a un'altra sua presunta amante morta in un incidente stradale. Non viene fatto nessun nome, e Jack non conferma. Ma a questo punto, la cosa può dirsi certa.
In ogni caso, l'esistenza della relazione Jack-Claire è stata definitivamente confermata in un'intervista da uno dei produttori di Law & Order, che ha asserito che, anche se la sceneggiatura non lo diceva esplicitamente, gli attori erano incoraggiati a fare risaltare, tra le righe, questo aspetto del loro rapporto. La cosa curiosa è che all'inizio delle riprese, i registi informarono di ciò Jill Hennessy (interprete di Claire), ma non Sam Waterston (Jack), che quindi recitò per 10-12 puntate senza sapere che il suo personaggio aveva una storia con la collega. A quanto pare, peraltro, Jill non era molto contenta di questa idea della produzione, perché non le piaceva che Claire apparisse come una ragazza che non poteva fare a meno di avere storie con uomini più vecchi di lei.
La gestione della relazione tra Jack e Claire, cui peraltro gli episodi di LO non hanno più fatto cenno dopo la stagione 9, è un esempio della originalità e dell'inventiva mostrata dagli sceneggiatori della serie, che sono stati particolarmente intelligenti nel variare sul solito tema della love story tra i protagonisti di un telefilm. Qui infatti la relazione c'è ma non si vede: così la curiosità degli spettatori viene stuzzicata, ma mai interamente soddisfatta, e allo stesso tempo viene rispettato il principio cardine della serie, per cui le vicende personali dei personaggi sono lasciate rigorosamente in secondo piano rispetto al caso giudiziario su cui l'episodio è incentrato.
(fonte: www.lawandorder.altervista.org) | | | |
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 | | 16/02/2007 13.14 |
Avviso | Un interessante articolo per chi ama i polizieschi e, in particolare, le due serie di cui sotto...ovviamente la mia prferenza è sempre per Law&Order...Il realismo di NYPD Blue e Law & Order Due serie di altissima qualità, profondamente diverse nella forma e nei contenuti ma accomunate dall'approccio iperrealista
Nel suo saggio Les miroirs de la vie (Francia 2002, ed. Le Passage), Martin Winckler scrive: L'ambizione – o dovrei dire la pretesa – delle "fiction francesi di qualità" è in primo luogo quella di "fare dell'arte". E ci riescono molto poco. L'ambizione delle serie americane di qualità è, più modestamente, di mostrare e commuovere, scuotere gli spettatori, fagli aprire gli occhi e impedirgli di sprofondare nel torpore.
Come vedremo, esse vogliono allo stesso tempo distrarre e far riflettere.
Questa definizione calza a pennello nelle due serie che mettiamo a confronto in questo articolo: Law & Order e NYPD Blue.
Due serie di indiscussa qualità, tanto stilistica quanto contenutistica, molto diverse tra di loro ma entrambe appartenenti al cosiddetto filone "iperrealista" del telefilm poliziesco, naturale evoluzione delle esperienze di cui abbiamo parlato nell'articolo precedente (Da Dragnet a Hill Street Blues).
NYPD Blue è in qualche modo l'evoluzione naturale di Hill Street Blues.
Il legame più evidente tra le due serie è costituito da Steven Bochco: fu lui a ideare Hill Street nel 1981, e sempre lui creò NYPD nel 1993, firmando da produttore insieme a David Milch. Lo stesso Milch, aveva lavorato per Hill Street prima come sceneggiatore e poi come produttore.
Come in Hill Street le vicende personali dei protagonisti sono una parte centrale delle sceneggiature, si intrecciano talora molto profondamente alla loro vita lavorativa e spesso vi si scontrano. Anche qui i confini tra "serie" e "serial" sono sbiaditi. È vero che ogni episodio è autoconclusivo per quanto concerne la vicenda poliziesca che viene raccontata, ma vi sono moltissime storie minori che si sviluppano trasversalmente nel corso delle settimane, rendendo impossibile la visione disordinata o saltuaria degli episodi.
Soprattutto, di Hill Street la serie riprende e sviluppa i toni malinconici, l'idea di interpretazione corale e il melange dei generi. Sempre Martin Winkler scrive una serie poliziesca come NYPD Blue riserva ai suoi spettatori scene di comicità estrema, sequenze oniriche, momenti di vera commedia romantica o di pura tragedia.
Sicuramente, rispetto a Hill Street, NYPD Blue dipinge un'atmosfera più cupa e se possibile più tesa.
Con Law & Order siamo in un altro pianeta. La serie si riallaccia in qualche modo al rigore documentaristico dei telefilm delle origini. Per consentire una maggiore agevolezza, è girata in 16 millimetri. E, in contrasto ai toni caldi e saturi di NYPD blue, qui è stato deciso addirittura di desaturare i colori, tanto che molti spettatori tendono a ricordare gli episodi in bianco e nero, quasi come una vecchia puntata di Dragnet.
Le storie raccontate sono complesse, e il telefilm dura solo quarantacinque minuti. Per cui ogni episodio è estremamente denso, e richiede molta concentrazione da parte dello spettatore, che non può permettersi di distrarsi neppure un minuto, pena il rischio di perdere il filo e non capire più niente.
Le singole scene si aprono con l'azione già in corso e ne colgono dei ritagli, non hanno un vero e proprio inizio o una vera e propria fine: la narrazione è articolata in frammenti di azione che si succedono l'uno dopo l'altro, scanditi dal celebre "baboom" composto da Mike Post sulle didascalie a fondo nero che descrivono il luogo e il tempo dell'azione.
Più o meno lo stesso principio di Dragnet, quando per introdurre una nuova scena la voce fuori campo del sergente Friday diceva frasi del tipo: Ore 16,53. Ci siamo recati nell'appartamento della signora Wimbley per raccogliere la sua testimonianza....
Law & Order non approfondisce la vita privata dei poliziotti e degli avvocati. Dall'inizio della serie a oggi, non c'è un solo personaggio del cast che non sia cambiato, ma i mutamenti del cast poco importano. Protagonista indiscussa di ogni episodio di Law & Order è la sceneggiatura.
E questa ci propone uno schema più o meno fisso: nella prima parte avviene un delitto e si descrive l'indagine della polizia newyorkese fino all'arresto del presunto colpevole; nella seconda parte il caso passa all'ufficio del procuratore distrettuale e si descrive l'arraignment, la preparazione del processo, la selezione dei testimoni, gli eventuali patteggiamenti, la celebrazione del processo con i suoi retroscena e il verdetto finale della giuria.
Entrambi questi momenti narrativi sono fortemente realistici. La prima parte ci sbatte in faccia — così come sono, nude e crude — storie di omicidi efferati, violenze su minori, AIDS, stupri, droga, traffici di armi. E ci fa riflettere su temi scottanti quali il razzismo, l'aborto, l'omosessualità e così via.
Sono messe in evidenza le ragioni a volte così futili che portano a commettere un delitto.
Nella seconda parte sono spesso protagonisti i controsensi del sistema giudiziario, le ambiguità dei regolamenti, i sistemi per manipolare la legge, i cavilli che molte volte permettono di escludere una prova o un testimone chiave, di annullare la validità di un arresto, e quindi di rimettere in libertà un efferato criminale, anche se non ci sono dubbi sulla sua colpevolezza.
Fino all'ultimo momento non si può prevedere il verdetto della giuria, e non è infrequente che venga rilasciato un colpevole o viceversa condannato un innocente.
Questa è la dura realtà. E la serie ce la presenta così com'è, nuda e cruda, con tutta la sua amarezza.
Il realismo di NYPD Blue risiede nell'abilità delle sceneggiature di dipingere una società malata e corrotta, dove crimini e criminali non sono casi isolati, che si possono sradicare grazie all'intervento del protagonista-eroe. I poliziotti del quindicesimo distretto non sono supereroi, ma uomini come gli altri, con i loro problemi e le loro debolezze. Anche loro soffrono, sbagliano, non sanno sempre cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. In un episodio della sesta stagione, Sipowicz esita alcuni istanti prima di impedire il suicidio di un criminale, pensando che la sua morte permetterebbe quel trapianto di cuore di cui Bobby (Jimmy Smits) ha tanto bisogno
Il personaggio di Sipowicz (Dennis Franz) è senza dubbio la creazione migliore degli autori, oltre a essere l'unico personaggio presente in tutti gli episodi della serie, dal primo all'ultimo. Nel corso degli anni le sceneggiature ci hanno presentato di lui una figura profondamente caratterizzata e sfaccettata: dietro una rozza scorza fatta di metodi poco ortodossi, espressioni oscenamente volgari, interpretazione non letterale dei regolamenti, impulsività e violenza, Andy rivela un grande cuore e un animo nobilissimo, umanità, lealtà, onestà e senso dell'amicizia. Sipowicz ha avuto una vita difficile: suo padre è stato accecato da un nero (da cui i pregiudizi razziali di Andy); in passato ha avuto seri problemi di alcolismo; ha divorziato dalla moglie Katie; gli viene diagnosticato un tumore alla prostata e in seguito all'operazione dovrà prendere il Viagra per rimediare all'impotenza; in un episodio della terza stagione il suo primo figlio, Andy jr., muore tragicamente assassinato; e anche la sua seconda moglie Sylvia (Sharon Lawrence) morirà assassinata lasciando a Andy il piccolo Theo.
New York fa da sfondo a entrambe le serie.
Ma solo Law & Order è girato interamente sul posto, per una scelta audace del produttore. Al primo ciak della serie infatti, nel 1990, nessun telefilm veniva girato a New York, bensì a Los Angeles, dove sono concentrati tutti gli scrittori, gli attori, i registi e le strutture produttive.
E infatti NYPD blue è girato in California, fatte salve alcune scene in esterni che sono girate tutte in una volta, in un paio di settimane, all'inizio di ogni stagione.
Ma allo spettatore attento la differenza non sfugge: in Law & Order il "personaggio" di New York è onnipresente, compenetra ogni scena: abbondano gli esterni, e anche negli interni le finestre tradiscono autentici scorci di città.
In NYPD blue, invece, gli esterni autentici sono perlopiù riservati agli stacchi tra una scena e l'altra, mentre gli esterni "'ricostruiti" nei set di Los Angeles, illuminati con luci calde e scure, dipinti con un'esagerazione di graffiti sui muri, fanno capire che la New York descritta non è autentica.
Ancora un'osservazione deve essere riservata all'uso stilistico della ripresa. Quella di Law & Order è inconfondibile: la serie è stata una delle prime a introdurre sistematicamente l'uso delle telecamere a mano, e il loro continuo movimento anche quando i personaggi sono fermi. Molto spesso, per esempio, per filmare un dialogo tra due o tre persone, anzichè usare diverse telecamere fisse e poi alternare le varie inquadrature, si usa un solo operatore che continua a spostarsi muovendosi tutt'intorno agli attori fino a descrivere un giro completo, abbracciando così l'intero campo dell'azione.
Sebbene con uno stile diverso da Law & Order, anche in NYPD viene meno la staticità della macchina da presa in favore di un più innovativo uso del mezzo tecnico: movimenti di macchina, telecamere a mano, carrellate velocissime, fuori fuoco, eccetera. Nelle immagini della sigla di apertura sono abilmente riassunti tutti questi effetti di disorientamento, ai quali si aggiunge un curioso fuori-sinc tra le didascalie coi nomi degli interpreti che compaiono qualche istante prima delle rispettive immagini.
Law & Order è in onda sugli schermi del network NBC dal 13 settembre 1990, e ancora oggi dopo 15 stagioni e 347 episodi, tre spin-off (Special Victims Unit; Criminal Intent e Trial by Jury), e la recente scomparsa del suo storico interprete Jerry Orbach, non è stata scritta la parola fine.
NYPD blue ha esordito il 21 settembre 1993 sugli schermi del network ABC, e da quest'anno è uscita definitivamente di produzione, dopo 12 stagioni e 261 fortunati episodi. Nell'ultimo episodio, Moving Day, Sipowicz viene promosso alla guida del distretto. In occasione della fine della serie, sempre il 1 marzo, ABC ha trasmesso uno speciale dal titolo NYPD blue: A Final Tribute, presentato da Jimmy Smits (che nella serie ha vestito i panni Bobby Simone per più di quattro stagioni) e con la partecipazione di molti interpreti presenti e passati della serie, insieme ai suoi creatori Steven Bochco e David Milch.Articolo di Stefano Vendrame, 2 maggio 2005
fonte: www.lawandorder.altervista.org/ | | | |
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 | | 01/03/2007 10.15 |
Avviso | NEWS-Angie Harmon in un pilot per la ABCL'attrice Angie Harmon, che ha interpretato la procuratrice Abbie Carmichael nelle stagioni 9, 10 e 11 di Law & Order, è nel cast di un nuovo pilot che sta per essere girato per la serie ABC. Il progetto, intitolato 'Women's Murder Club', è incentrato sulle vicende di una ispettrice della squadra omicidi (appunto la Harmon) che risolve i casi di cui è incaricata con l'aiuto delle sue tre migliori amiche. Ricordiamo che, dopo LO, Angie ha recitato in diversi film, ma sul piccolo schermo non è stata molto fortunata: la sua serie Inconceivable, per la NBC, è stata infatti cancellata dopo pochi episodi nel 2005; e il pilot da lei girato lo scorso anno per la ABC, Secrets of a small town, non è diventato una serie. Speriamo che vada meglio con questo nuovo progetto.
fonte: www.lawandorder.altervista.org/ | | | |
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 | | 25/03/2007 22.33 |
Avviso | Una domanda che può risultare stupida: perchè Stone si è dimesso? | | | |
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 | | 26/03/2007 08.36 |
Avviso | Scusandomi per il ritardo, spero così di aver accontentato la tua curiosità...
Il procuratore Stone è un avvocato molto esperto, e un uomo di indiscussa moralità, e per questo ha un'ottima reputazione. Raramente lo vediamo in difficoltà, e raramente in tribunale non vince. Ha un forte senso della giustizia, per cui ha sempre le idee chiare su ciò che è giusto o sbagliato. Prima che con Paul Robinette, ha lavorato con 8 assistenti. Ha un buon rapporto sia con Paul che con Claire Kincaid, nonostante, con quest'ultima, un avvio non molto promettente. Cattolico, con un padre alcolizzato, è divorziato e ha almeno una figlia, ma le sue vicende private non entrano praticamente mai nella serie. Si dimette dalla procura di Manhattan nel 1994, dopo che una donna da lui convinta a testimoniare viene uccisa dalla mafia russa. Nell'occasione ha parole di grande stima per Adam Schiff. In una delle serie successive si dirà che si trova in Europa, ma non per quale motivo.
fonte: www.lawandorder.altervista.org/ | | | |
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 | | 26/03/2007 14.53 |
Avviso | Grazie mille.
Adoravo questo personaggio. 
Purtroppo con l'avvicendarsi delle puntate mi sono persa il passaggio da un procuratore all'altro. | | | |
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 | | 27/03/2007 13.39 |
Avviso | Anch'io lo preferivo a Jack McCoy...rimane fuori dubbio che la migliore "coppia" in procura però è McCoy -  ABIGAIL "ABBIE" CARMICHAEL  | | | |
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 | | 27/03/2007 21.10 |
Avviso | E' la procuratrice biona, vero? | | | |
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 | | 29/03/2007 16.30 |
Avviso | Ok, me le ricordo entrambe. | | | |
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 | | 31/03/2007 08.17 |
Avviso | mancano, per completezza nella nostra opera di reminescenza, altre due assistenti: Jill Hennessy (ADA Claire Kincaid, 1993-1996) e Carey Lowell (ADA Jamie Ross, 1996-1998). | | | |
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 | | 31/03/2007 14.36 |
Avviso | Sì me le ricordo entrambe. | | | |
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 | | 02/04/2007 19.19 |
Avviso | io preferivo Ben | | | |
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