non so se apprezzerete o meno, ma ho trovato un bel commento fatto dal carinissimo "serialmente" (se non lo conoscete passateci perchè alcuni commenti fanno sbragare!!!)
che cerca di analizzare il fallimento tutto italiano di questa SPLENDIDA SIT-COM...
ora, premetto che io mi ci sono buttata a capofitto proprio perchè avevo letto i commenti entuasiastici dei ragazzi che curano il sito, ma credo che l'analisi sia più che condivisibile..
http://www.serialmente.com/2008/02/27/e-alla-fine-arriva-mamma-il-tragico-epilogo/#more-751

La notizia non è dell’ultim’ora ma al grido di meglio tardi che mai ho pensato fosse il caso di avvisare chi ancora non lo sapesse: l’edizione italiana di How I Met Your Mother, trasmessa da italia uno con l’imbarazzante titolo di E alla fine arriva mamma, è andata in onda tutti i giorni in preserale per due settimane senza riscontrare particolare successo, e alla terza è prevista la sua sospensione (all’altezza dell’episodio 1×15, cioè senza arrivare neanche alla fine della prima stagione) per essere rimpiazzato da La vita secondo Jim. Con grande solievo di molti telespettatori.
Ora, prima di puntare il dito contro lo spettatore bifolco che non ha saputo apprezzare un simile capolavoro (e che addirittura preferisce Jim!!) o la rete che non ha avuto la capacità di piazzare un po’ meglio una delle sit-com più brillanti e apprezzate che potessero arrivarci dagli states, vi invito tutti a guardare in faccia la realtà: e alla fine arriva mamma non fa ridere.
E’ un’impressione che abbiamo avuto noi che conosciamo a memoria la serie in originale e che ho riscontrato su parecchi forum tra gente che lo vedeva ora per la prima volta; ma al contrario di quel che temevamo -a ragione, comunque- nell’adattamento non si segnalano errori particolarmente gravi né strafalcioni degni di nota, e per quanto riguarda le voci scelte, anche se fanno obiettivamente schifo, bisogna ammettere che è solo questione di abitudine.
Qual è allora il problema?
Boh. Se avessi tutte le risposte farei il cartomante, posso solo azzardare qualche considerazione.
How I Met Your Mother funziona su un umorismo piuttosto sofisticato e prettamente americano. Nondimeno, se il lavoro degli scrittori è più che eccellente, molto si deve anche alla capacità attoriale del cast, in cima a tutti lo straordinario Neil Patrick Harris (Barney).
Pur traducendo alla lettera ogni singola parola, l’effetto in italiano non è lo stesso. E’ una cosa che in italiano semplicemente non rende. Sarà legen- aspetta che arriva -dario è tradotto alla lettera, eppure fa pena, lo sapevamo fin dall’inizio.
E se già solo l’idea di doppiare (scelta inevitabile, lo sappaimo tutti benissimo quindi è inutile fantasticare) degli attori che funzionavano così bene non poteva che peggiorare la resa dello show, va aggiunto che in questo caso particolare l’interpretazione dei doppiatori -tutti professionisti con alle spalle anni di esperienza e ruoli in cui si sono distinti per la loro credibilità, mica il mio vicino di casa nel tempo libero- è veramente senza infamia né gloria: inespressivo, sempre uguale, incurante dei cambi di tono, soporifero.
La cura nella trasposizione è stata minima, complice sicuramente il fatto che non si trattava di uno show da prima serata ma un riempitivo dell’ora di cena, i cui illustri precedenti sono vere puttanate come tutto in famiglia e the war at home. Chi se n’è occupato è stato sì fedele nel lessico, ma non nello spirito e il risultato è una serie che non ha mordente, non appassiona, non fa ridere. La gente passa, ne vede un pezzo e cambia canale. La gente si annoia e francamente non ho saputo darle torto.
Di fatto la serie non ha avuto nemmeno il tempo di “decollare”, sappiamo che raggiunge il suo culmine nella seconda stagione, ma sappiamo anche che già con la prima avevamo riso fino alle lacrime. Se questo non succede a nessun altro in tutto il paese con l’edizione italiana… Beh, ognuno tiri le sue conclusioni.
Si tratta di una serie dal linguaggio troppo complesso, una serie unica e in sintesi intraducibile. E’ il suo vanto e il suo tallone d’Achille. Ironicamente, una serie palesemente inferiore e grossolana come Jim risulta più adattabile, più digeribile, più gradevole.
Detto questo, ce ne frega qualcosa?
No.
Noi la serie l’abbiamo vista, e l’abbiamo vista nella sua forma migliore.
Un po’ ci spiace non poterla condividere con certi nostri amici, quelli meno fissati di noi che hanno bisogno che le cose passino sulle nostre tv e nella nostra lingua per trovare la voglia di guardarle. E un po’ ci imbarazza il fatto di aver cantato così a lungo le lodi di una serie che in italiano lascia quantomeno… perplessi.
Pazienza.
Ce ne resteremo nel nostro cantuccio a fare gli alternativi controcorrente guardando una serie che apparentemente piace solo a noi e aspetteremo placidi i nuovi episodi della terza stagione, che un giorno o l’altro, ora che è finito lo sciopero, dovrebbero fare capolino sulla CBS.
Non tutto è destinato ad essere come Lost, facciamocene una ragione.